Ho scoperto di essere un’appassionata di voci di vento. Tra tante passioni forse ho scelto la più strana, anche se mi sto sempre più convincendo che è questa passione ad aver scelto me! Ho cambiato casa diverse volte, e , spesso, nella stessa casa ho cambiato stanza, una migrazione continua che mi ha portato a notare le differenze nelle diverse voci……..No, ok, non è che “SENTO LE VOCI” , sento il vento, è bene precisarlo subito! Dicevo, cambiando stanza di volta in volta, ho affinato l’orecchio e ormai riconosco i posti dalla voce di vento che sento alla finestra (forse cosa più folle del “sentire le voci”…). Anzi, togliamo queste parentesi e diciamo che è senz’altro cosa più folle che sentire le voci, perché questo vento è per me una compagnia, una presenza quasi. Un qualcosa che c’è e che parla. Dice la sua. La dice sempre a proposito. Ed io me l’aspetto! Cioé quando vado da qualche parte, in qualche posto che conosco, io mi aspetto una determinata voce di vento.
Ogni finestra ha il suo vento, ogni vento la sua voce… ed ogni voce pronuncia le parole con diverso accento.
Sono cambiate molte cose negli ultimi 2 anni ed è cambiata anche la casa, la stanza, la finestra e il relativo vento. Ma a questa voce di vento che sento alla mia nuova finestra non riesco ad abituarmi, non so interpretarla. Non è la frusta severa dell’inverno che più mi rende dolce il ristoro in casa; non è la culla alle cicale nelle più liete notti d’estate (voci che sento al paese natìo); nemmeno il muto materno soffiare su ferite aperte (voce che mi accompagna e consola nelle mie peregrinazioni solitarie reali e/o immaginarie per i vicoli che Roma mi nasconde). Non è il mio amico burbero e sincero col suo tono roco ma vero e rassicurante (voce che mi dice: studia, vai avanti, abbi fiducia,bla bla bla, ecc. ecc.); non è l’ambizioso sospingere i sogni in cielo (voce che sentivo quando studiavo anatomia con la scrivania attaccata alla mia vecchia finestra nella casa di via Perodi).
Ogni finestra ha il suo vento
ed ogni vento ha la sua voce
ed ogni voce pronuncia le parole
con diverso accento.
Ma questo accento, questo vento
non è familiare al mio cuore.
Per due anni ho cercato di capire questa voce, ma non ci son riuscita. Forse è sintomo della mia volontà di non legarmi a questo posto. Forse rifiuto questa voce perché non voglio ricordarla, non voglio mi appartenga come le altre. Forse non vedo l’ora di andarmene, di nuovo. Cambiare città, casa, stanza, finestra e vento. Magari il prossimo vento parlerà la lingua che conosco.
Ho lasciato scappar via l’amore
l’ho incontrato dopo poche ore
è tornato senza mai un lamento
è cambiato come cambia il vento
Vento d’estate io vado al mare voi che fate
non mi aspettate forse mi perdo
Ho pensato al suono del suo nome
a come cambia in base alle persone
ho pensato a tutto in un momento
ho capito come cambia il vento
Vento d’estate io vado al mare voi che fate
non mi aspettate forse mi perdo
Ho lasciato scappar via l’amore
l’ho incontrato dopo poche ore
è tornato senza mai un lamento
è cambiato come cambia il vento
Ho pensato al suono del suo nome
a come cambia in base alle persone
ho pensato a tutto in un momento
ho capito come cambia il vento
Vento d’estate io vado al mare voi che fate
non mi aspettate forse mi perdo
Vento d’estate io vado al mare io vado al mare
non mi aspettate mi sono perso
Io e te io e te
perché io e te
qualcuno ha scelto forse per noi
mi son svegliato solo
poi ho incontrato te
l’esistenza un volo diventò per me
E la stagione nuova
dietro il vetro che appannava fiorì
tra le tue braccia calde
anche l’ultima paura morì
Io e te vento nel vento
io e te nodo nell’anima
stesso desiderio di morire e poi rivivere
io e te…
ma che ti spammano canzoni?
strana sta cosa della voce del vento. non che ne ignorassi il suono ma mi hai portato più in profondità.
io sono mezzo sordo.il vento l’ho sempre guardato.
osservazione indiretta della realtà per sopravvivere.
kizz
ps
….e un pò di spam poetico?
Ancora una stagione
Sbuffa di luce lo scirocco di marzo
e di campane quaresimali.
L’anima si riempie
di polline e sospiri.
Viene ancora
quella stagione che pensavi l’ultima,
viene pregnante di emozioni
e di odori,
riapre le ferite e le infiamma
dalle corolle delle fresie rosse,
mozza il respiro
e fa vibrare il cuore.
Ti dice che sei viva
e tu
non lo credevi.
V. A.