Non so se è una cosa che capita solo a me, ma la qualità della voce di chi mi parla è fondamentale perché io riesca ad ascoltarlo. Certo, la cosa più importante è il contenuto, gli argomenti di conversazione, le motivazioni, bla bla bla. Però la voce conta! Stamattina ero seduta molto scomodamente in un banco, tentavo di studiare con mente lucida, calma e placida, quando si è avvicinato un collegucolo in tutto uguale a Milhaus (tranne che per i capelli blu…) ma con la voce di Lisa Simpson versione trans. Ha cominciato a chiedermi delle informazioni sui corsi, sulle esercitazioni, ma credo di essere rimasta sospesa nei miei pensieri a lungo. Vedevo la sua bocca muoversi e cercare di articolare il linguaggio, ma non sentivo le parole, perché ero troppo concentrata sull’assurdità della sua voce. Ma che conformazione di laringe e di epiglottide avrà uno per produrre una voce così? E se fosse il mio orecchio a percepire male? Lui parlava ed io mi ponevo questi grandi interrogativi, finché un evento alla periferia del mio campo visivo non mi ha riportato alla realtà. “Allora, tu ne sai niente?” questa è l’unica frase di Milhaus che ho captato. Avrei potuto rispondergli: “Scusa, ero distratta, dicevi?” oppure :”Non ho capito, dicevi?” ma questo significava riascoltare la voce in versione trans di Lisa Simpson col rischio di non riuscire comunque a seguire il filo del discorso! Quindi è andata così:
“Allora, tu ne sai niente?”.
“No”.
I’m a very unsocial person.
Realmente un’esperienza paranormale sentire la voce di Lisa Simpson trans! Ora scusami che vado a fare un po’ di logopedia e dizione….
povero milhaus. poi uno si chiede da dove vengano le turbe della psiche, i traumi della gente.
ignorato il suono suo
noi usignoli
assenti
ridevamo in cima al cielo
e sotto nella terra
vermi
quante risate quante
risate
ps: al collega consigla un corso di ortoepia..
io delle voci guardo il colore, anzi, a tutti i suoni associo un colore. Mia suocera ad esempio, ha una voce grigia grattuggia e ricordo che la prima volta che l’ho sentita non mi è piaciuta per niente. Preferisco i toni più caldi e lisci, voci blu e vellutate
per panirlipe:
hai letto Almost blu?
no. Però ho scoperto che questa cosa, chiamata sinestesia, è comune a molte persone
Sono d’accordo con Panirlipe…anch’io associo alle voci un colore…la voce poi è evocativa di un certo stato d’animo e noto quante sfumature abbia…:-)
@tutti: ahimé, la voce del mio collega ispirava più incredulità e meno “romanticismo”
Ti ringrazio per il post ed i relativi commenti: mi hanno dato l’occasione di imparare e poi riflettere su una nuova parola “Sinestesia”
@Oculus: figurati, è stato un piacere!