“A me questo fa paura!” esclama la mia coinquilina.
Uomo sulla cinquantina, capello e barba grigi. Pigiamino bianco. Vive solo. Passa tutta la sua giornata in cucina e sgrassa sempre qualcosa, lava, pulisce, scrosta l’intonaco, sistema il balcone. E poi ricomincia da capo. Sgrassa, lava, pulisce, scrosta l’intonaco, sistema il balcone.
Sono due anni che lo osserviamo, non con l’intenzione di spiarlo, certo, ma i nostri balconi si affrontano e distano non più di 4-5 metri. E da due anni, 365 giorni all’anno, questo signore sgrassa, lava, pulisce, scrosta, sistema.
Sgrassa, lava, pulisce, scrosta, sistema. A ripetizione. Come un disco rotto. Come un giradischi con la puntina inceppata, incastrata nel disco rotto.
“A me questo fa paura!” esclama la mia coinquilina. “Mah… certo… però… io quasi quasi gli chiederei di farsi venire l’ossessione-compulsione a casa nostra!” e questo l’ho detto in preda allo sconforto per il disastro di una cucina abbandonata a se stessa in questo periodo di esami a go-go.
Lo chiamo?
No, va’… mò mi metto i guanti e pulisco. Tanto è escluso che io lo faccia a ripetizione.

Lui sgrassa le macchie, lava via il sangue, pulisce i vestiti, scrosta dagli schizzi, sistema il cadavere in cantina…
oh my gold!
Beh, devo dire che oltre che creativa, sei anche molto prolifica ed anche irrequieta…
Nel giro di una giornata ho letto tre nuovi post, nel giro di un paio di giorni, ho visto tre nuove tue fotine…
Dimenticavo, anche un po’ curiosa… vedi vicino di casa.
Ne vogliamo parlare?
** ‘notte! ***
e parliamone. parliamo anche del fatto che vivo in un isolato con palazzi abitati da strani personaggi che attirano la mia curiosità.
(per quanto riguarda le foto, ho dato spiegazioni da Diemme… però, devo dire che siete fortunati, nel senso che c’è stato un periodo in cui sperimentavo ogni giorno un template diverso… se non altro almeno in questo ora mi sono “calmata”, ho trovato un template che mi soddisfa)
I tuoi vicini di casa sono fonte di ispirazione: forse lo sarebbero anche i miei se mi fermassi a guardarli.
A parte che il tuo vicino mi ricorda mia madre, che ha stinto i pavimenti a furia di lavarli: una volta mi disse, con l’espressione da estasi di Santa Teresa, “certo che quando cominci a pulire, non smetteresti più!”. Io me la sono guardata con gli occhi di fuori, perché io smetterei dopo cinque secondi…
*** Il mondo è bello perché è vario. ***
i vicini di casa sono il più bel libro da leggere. E sono una fonte inesauribile.
(adesso cambio foto pure io!)
e non fai fatica a sfogliarli né a concentrarti. ti rendono inconsapevolmente parte della loro vita. certo è però che… anche io, per altri, rappresento la vicina di casa… o-O
)
(pani, “a luna rossa me parla e te…”
sì, siamo tutti vicini di casa e tutti abbiamo delle storie da raccontare. A volte anche interessanti, anzi, forse proprio perché sono vicini lo sono. Però, sui vicini di casa a me piace anche fantasticare e inventarmele le storie.
Di nuovo ’sta fotina?
(io le domando si aspiette a mme…)
e sì… sono irrequieta nelle foto (sicuramente la cambierò), nella fantasia e nella captazione di buffe storie della realtà quotidiana.
(e me risponne: si o vuo’ sape’ … ca nun ci sta nisciuna)
Se penso a me stessa come vicina di casa… mamma mia, meno male che non corro questo rischio!
Beh, ho i miei lati buoni: non mi dà fastidio niente (musiche, rumori, ristrutturazioni, cani), pago regolarmente il condominio, non faccio mai questioni di spese e se incontro persone con pacchi o carrozzini mi carico tutto io ma per il resto… guai a chi mi si accosta, evito accuratamente ogni contatto.
Al citofono e al campanello non rispondo mai, e se incontro qualcuno nell’atrio mi attardo a guardare nella buca delle lettere invitandolo ad andare pure senza di me, non è un problema per me riaspettare l’ascensore.
Asociale io? No, è tutta esperienza. Quando questo palazzo era di un unico proprietario, e ci abitavano tutti poveracci in affitto (a equo canone), sentivi il calore umano della gente semplice: non dico che eravamo come una famiglia, ma poco ci mancava, e c’era un portiere, persona disponibile e discretissima, che era il punto di riferimento di tutti noi (oltre che ovviamente un insostituibile factotum).
Poi hanno messo gli appartamenti in vendita, dei vecchi inquilini ben pochi hanno potuto comprare (al momento sono rimasta solo io della vecchia guardia), e c’è stato un rinnovamento totale. Che caos! Tutta gente che faceva la voce grossa per farsi valere, tutti che dovevano imporre il proprio punto di vista, hanno incominciato a controllare ogni centesimo di spesa, mandato via il portiere, cambiato l’amministratore… oggi la regola è “ognuno per sé Dio per tutti”
*** e, spiacente, ma vale pure per me… ***
io non riuscirei più ad abitare in un condominio, nemmeno per brevi vacanze.
Però ricordo volentieri una settimana a vienna,dove nello stabile c’erano alcuni cantanti lirici che gorgheggiavano.
Ecco, se non avessi proprio niente da fare sarebbe bello girare per condomini, piccole tappe, pochi giorni, giusto il tempo di fare alcune fantasie.
Ad esempio, a me manca molto la visione dall’alto, l’infinito, i tetti delle altre case.
(Luna rossa…chi me sarrà sincera?
faccio esattamente come te! non rispondo al citofono né al campanello se la visita non mi è stata preventivamente annunciata (devo sapere chi sei e cosa vuoi…).
…una volta c’era più solidarietà e più affetto. ora c’è invidia, contesa, “il mio cane non è peloso come il tuo”, gente che non salda i pagamenti inguaiando anche gli altri condomini.
a me sembra che nei nuovi edifici, antisismici, il rumore si trasmette di più. Non c’è intimità, si sente tutto quello che avviene al piano di sopra o quello sotto. Si sentono anche i rumori notturni…insomma, come si fa a vivere una vita in questi alveari?
(luna rossa se n’è gghiuta l’ata sera)
o_O il mio vicino sta sistemando il balcone!!! è l’ottava volta da stamattina. ma è tutto lindo e pinto!!! gli vorrei dire: stai buonino, vai a farto in giro… ma…
la mia vicina invece sta cantando…ma il suo canto è coperto dagli schiamazzi di mia figlia e i suoi amici, in giardino che festeggiano.
(E io dico ancora ca aspietta a mme…)
(for ‘o balcone stanotte ‘e tre)
festeggiano anche qui i bimbi del pian terreno!
ma la sai proprio tutta?
Ecco, hanno iniziato con l’acqua, guerra totale con secchi e palloncini…per fortuna che fra mezzoretta se ne andranno.
L’altro mio vicino sta dando da bere al giardino.
cavolo! leggendo i commenti ho trovato un sacco di coincidenze! Innanzi tutto nemmeno io rispondo mai nè a campanello nè al citofono. Di solito mi squillano sul cellulare. Poi anch’io ho un vicino che gorgheggia lirica. Più esattamente è il titolare della lavanderia a gettoni che ho sotto il soggiorno. Fa dei brevi acuti di una ventina di secondi, e poi basta.
Nel balcone di fianco al mio c’è invece la SENTINELLA. Donna sui settanta, con occhiali da gufo, che dalle sei di mattina alle dieci di sera VIVE in balcone sorvegliando ogni movimento della via. E anche del mio balcone. Sto seriamente pensando di piazzare una bella pianta di limoni sul suo lato per metterla fuori gioco, come la Pay Tv criptata.
Tornando al tuo vicino comunque, dovete fare così: trovate una scusa qualsiasi per andare da lui e quando siete là mentre una lo distrae l’altra corre e apre il freezer. Se c’è un cadavere, secondo me, è lì e non nello scantinato
Se non trovate nulla nel freezer potete stare tranquille. Anzi ci potete giocare anche a carte.
coincidenze. beh, certo: tutto il mondo è paese…
o meglio,
tutto il mondo è condominio!
Il problema di non rispondere è quando chi citofona è:
1) il vicino che ti avvisa di spostare la macchina (ma io non la metto mai in divieto, quindi almeno questo di problema non ce l’ho)
2) Il postino per la consegna della raccomandata, che poi devi passare una mattinata per ritirartela alla posta (ma tanto la trattengono un mese e faccio coincidere il viaggio con il pagamento delle bollette)
3) Un’anima buona che ti dice che hai lasciato le chiavi di casa attaccate alla cassetta delle lettere (ma siccome è l’unico mazzo, se lo lascio attaccato non entro a casa)
4) La vicina che ha fatto una cena, e ti porta la mezza teglia di lasagne che le è avanzata, un pezzo di torta, un vassoio di frittura mista…
*** qui è decisamente più dura… ***
hola!
ti consiglio vivamente “la finestra sul cortile”
di Hitchcock.
emiz
è quello che volevo consigliare pure io. L’ho rivisto in lingua originale un paio di settimane fa. Ma poi c’è un altro bellissimo film con Sandrine Bonnaire…non ricordo il titolo…ora mi googolo…eccolo qui: L’insolito caso di Mr. Hire (Monsieur Hire), regia di Patrice Leconte (1988)
vedrò entrambi i film. e trarrò l’ispirazione per un film con i personaggi di questo condominio. eeee… qui di gente “particolare” ce n’è tanta, aprirò una web-session/discussion sui vicini di casa. intanto comincio col creare il tag…;)
“La finestra sul cortile” è in assoluto uno dei miei film preferiti, oltre ad essere fra quelli che più amo di Alfred Hitchcock.
Appena ho letto la tua descrizione ne ho ripercorso la trama: devi assolutamente vederlo!
Che all’inizio leggendo mi veniva da ridere poi la malinconia ha preso il sopravvento…
La solitudine è una cosa brutta…