Archivio per 15 Luglio 2008

Il Posto degli Affetti

Il posto degli affetti è nella propria mano. Proprio al centro, crocevia di ogni linea. Un uomo senza un centro, senza un crocevia è un uomo senza direzioni.

Il posto degli affetti è nei propri occhi. Proprio al centro, dove la capacità discriminativa e percettiva (della realtà e di ciò che ha intorno) è massima. Un uomo senza un centro è come un occhio che vede o vede in maniera confusa, non mette a fuoco e non può apprezzare i colori.

Nel grigiore della sua realtà gli resta la nebbia della cataratta che gli appanna la vista e una corsa cieca e affannata in una direzione a caso.

L’uomo non è semplicemente un animale sociale. L’uomo è un animale “familiare”.

“La famiglia nell’Aranceto” di Salvo Caramagno

Questo post è dedicato a tutti quelli che disprezzano la famiglia o non ne hanno la dovuta cura.

La Bella (ma un po’ scema…) e il Mammone

Tratto da una storia vera (raccontatami da un’anonima conoscenza, rielaborata così. E fatevi ‘na risata)

Quanto costa farsi bella,
imitare una modella,
rinunciare a mortadella
e vasetto di nutella.
Ma la vita ora è più stretta,
l’estetista va a manetta,
creme, spatole, limetta
e l’immancabile ceretta.
Per ogni pelo aspramente tolto
ti aspetti un fiore appena colto.
Per ogni lacrima da strappo di ciglia,
vorresti un consolatorio dolce alla vaniglia.
Per ogni euro maledettamente speso
speri che nessun bacio sarà sospeso.

Resta ancora da definire
l’abbigliamento per stupire,
la coulotte per “scolpire”
e il balconcino da imbottire.
Questo incontro già ti stressa,
“uff, sono sempre la solita fessa”,
ma ha ragione la commessa:
“da stasera non sarai più la stessa”!
Per tutto il fiato tolto dal corpetto,
speri lui approvi il decolleté perfetto.
Per te, innamorata allo sbaraglio,
desideri che lui noti anche il dettaglio.
Per i calli e il dolore da tacco a spillo,
preghi venga in auto e non si attacchi tirchiamente al cavillo
.

Arriva poi la sera,
per il tuo ritardo che tiritera!
A cena si comporta da buffone
e ti fa pagare il conto da cafone!
Indelicato nel complimento,
ha la bava giù dal mento.
Non ti offre una rosa né un fiore di campo,
non vede solo l’ora di tirar giù la lampo…
Salite a casa per il caffè,
ma lui desidera soltanto te.
Spegni la luce, ma lui la riaccende,
quanta passione e quanto si spende!
Ma mentre sfiora la tua sottana
giù dal collo gli pende una collana.
Catenozza d’oro, ma che orrore!
Sei improvvisamente colta da malore.
Ora hai finalmente chiaro che è un c****one,
hai speso uno stipendio per un mammone:

“è preziosa la catena -
ti ripete e ti fa pena -
mi ricorda la mia nonna,
è un regalo della mamma”,
“e allora giù le mani da ‘sta gonna,
vai a farti … cantar la ninna nanna”.


 

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