Ieri guardavo la neve che cadeva, mentre ero in macchina. Cadeva. Preannunciata. E l’auto era pronta (non per merito mio) e in condizioni di essere usata sulla neve.
La neve cadeva, il vento la spingeva sulla strada, l’auto ci scriveva sopra le sue impronte con grafia pulita e sicura, svolgeva il suo compito senza mai andare fuori traccia.
Non come me. Che – è risaputo – sono una pasticciona… già… io non mi preparo mai alle precipitazioni annunciate, quelle facili da prevedere, quelle che – diamine – le mappe del tempo te le mostrano chiare. Non mi preparo perché non so se c’è un modo per farlo né saprei come fare. O forse, se cercassi di prepararmi, l’ansia da prestazione mi divorerebbe l’unico neurone sopravvissuto allo stress e il risultato sarebbe comunque un’incapacità d’azione. Volevo scrivere anche io un compito, o meglio una lettera, chi lo sa… ma anche là sarei andata fuori traccia, forse non avrei saputo neanche cosa scrivere. La debolezza del non saper cosa e come dire e di non saper affrontare la debolezza altrui (quando sai che il destinatario della tua lettera non capirebbe, anche lui reso a sua volta insicuro dalla sua ansia) ha vinto. Ma in fondo chi lo sa se prepararmi sarebbe servito a qualcosa. In fondo ci sono eventi che non si possono modificare… così scelgo di non prepararmi e di subirne le conseguenze, di prendere la cosa così come viene.
La precipitazione annunciata è arrivata e tale e tanta è stata la paura che non ho saputo affrontarla, non ho voluto rischiare. Sono rimasta a guardare, al sicuro. Già, perché forse a differenza dell’automobile che sfida le intemperie contando su un buon motore e gli pneumatici da neve, forse io non sono una macchina e mi concedo, qualche volta, un po’ di “sana” paura, madre di vigliaccheria.
e si, anche io non mi preparo, no.
le cose le prendo dritte sul naso, così come arrivano!
ma posso sempre dire di non aver sbagliato i miei calcoli
scusami,ero io l’anonimo!!
Leggo tra le righe che non si parla solo di tempo… e anche per me, una pioggia che non accenna a smettere, che ci ha accompagnato come un individuo invadente per tutto l’inverno, continua e persiste, persino ora che è marzo e la primavera è prossima.
Io non so se nella mia vita la primavera è dietro l’angolo, ma la pioggia ha aperto sulle mie strade, come in quelle romane, dei crateri che rendono pericoloso il procedere, quantomeno in automobile.
Non sarà un intervento facile coprire tutte le buche, e non so se ci sarà la volontà politica, da parte del Comune, di intervenire.
Raggio di Sole, hai ricominciato a risplendere?
Ti abbraccio!
alla base cè anche il fatto che esattamente come l’amore
la paura fa parte di momenti che noi viviamo
mi capita, cavolo se mi capita, di sentirne
a volte l’affronto, a volte no
aspetto domani
di solito funziona
e come te…una volta quella neve l’affrontavo
ora valuto molto di più…se è o non è il caso…
Tornerà primavera…
Ma… eri tornata e sei sparita di nuovo?
Buona serata!
@arthur: e… io speravo di essere tornata… ma… è che c’è stato un giorno, qualche tempo fa, he avevo dichiarato di non sapere in cosa consistesse la legge di Murphy… e da allora c’è qualcosa, il destino o qualche altra forza a me ignota, che sta facendo di tutto per farmela comprendere bene, ma proprio bene bene…
Quanta sofferenza!
Mi dispiace. Ci manchi e oltretutto non riesco neanche a raggiungerti telefonicamente.
Ogni tanto ci penso a quel raduno cui stavi “quasi” per unirti…
Non preoccuparti, noi ci siamo sempre, quando vuoi…
Ciao Raggio di Sole, buon fine settimana!