Alle 6 di questa mattina la decisione: devo porre fine alle mie sofferenze. Mi alzo dal mio sudario, mi preparo, mi metto in balcone in attesa dell’apertura dei negozi. Passano tre lunghe ore (durante le quali ho recuparato i sali minerali e l’acqua persi nelle ore notturne e ho cercato di studiare un po’), poi vado!
“Voglio quello!” dico sicura al commesso che in quattro e quattr’otto prende lo scatolone contenente il mio VENTILATORE (il condizionatore costa troppo e poi… l’installazione… troppo complicato, urge soluzione rapida). Di corsa a casa, salgo i tre piani di scale tutti d’un fiato, mi precipito in camera, tolgo gli imballaggi, prendo il manuale di istruzioni che inizia i suoi suggerimenti così: “Avvitare i piedi della base…”
AVVITARE? cosacosa? IO NON POSSEDERE CACCIAVITE!!!!!
mumble mumble … Cosa fare:
1) disperarsi (l’ho fatto, certo, ma il libretto per il montaggio non si è commosso e non ha cambiato le istruzioni… quindi, questa al punto 1 non è una soluzione)
2) ri-indossare abiti civili (cioé che rispettino la pubblica moralità…ooo, fa caldo, quindi a casa, insomma, ci si arrangia con vestiti “minimal-not chic”) e andare dal ferramenta (questo significa fare un tratto di strada molto ben esposto al sole, con rischio di arrivare COTTA a destinazione)
3) cercare oggetti di forma tale, con punta affilata, non tagliente e leggermente smussa, che somigli il più possibile a un cacciavite e si adatti alla forma della vite.
Ho optato per l’opzione numero 3 ed ora ho il mio bel ventilatore che mi ventila in fronte, bianco, alto e tronfio nella sua comoda postazione!
Certo, ho sudato sette camicie per 4 viti da girare (7 a 4 non è una giusta proporzione in effetti) impiegando ben venti minuti … ma d’altronde non posso pretendere l’efficienza e la rapidità del cacciavite dal manico di un cucchiaino da caffé!
Ma, come si dice, CONTA IL RISULTATO!!!
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