“Signurì, si ricorda di me?”
“Come no? L’ho visitata venerdì, Signor A****… è qui per il ricovero, vero?”
“E sì, ma mi hanno detto che devo aspettare che viene un altro medico a visitarmi”.
“Lo so, ho incontrato prima il collega del reparto e mi ha detto che l’anestesista vuole la consulenza cardiologica. Ma vedrà che farà presto, un po’ di pazienza… vedrà che tra un po’ viene il cardiologo!”
“Nooo! Deve venire un medico, ma non il cardiologo, il ginecologo!”
A questo punto comincio a sforzarmi dal trattenere le risate.
“Il ginecologo?! Per lei?”
“Sì, sì, prima il suo collega, Signurì, m’ha detto che ho bisogno della visita ginecologica e allora mò aspetto.”
Cercando di non scoppiare a ridere, ripeto “La visita ginecologica per lei?!”
“Eh, sì… mai finora mi ha visto un ginecologo!” Il signore ha l’aria soddisfatta, l’idea di essere visitato da un ginecologo per la prima volta all’età di 83 anni lo riempie di entusiasmo.
“Guardi, non vorrei contraddirla, ma sono abbastanza sicura che verrà il cardiologo e non il ginecologo”.
“No? Ma come? E perché?”
E… perché? Perché ammesso che uno possa avere una malformazione tale che il cuore non si trovi più in torace ma nella pelvi (non credo esistano in letteratura casi del genere, è una ipotesi per assurdo che faccio io adesso), comunque il ginecologo NON POTREBBE MAI riuscire a visitare un uomo!
“Signor A****, beh… a lei serve il cardiologo. Il ginecologo è il medico delle donne, ha capito?”
“Aaah, delle donne… ho capito. E mi dispiace… ché poi a me non m’importava se era medico delle donne! Signurì, siamo nel 2008… mica mi vergognavo?”
E certo, nel 2008 il Sig. A****, uomo, non si formalizza se lo visita il medico delle donne.
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