Archivio per la categoria 'pensieri'

nell’unico modo possibile (dietro il non detto)

Nell’unico modo possibile, almeno l’unico per me,  amo di un amore semplice, a volte ostinato,  sempre assetato e sempre generoso, mai ostentato e mai arreso, forse ferito, a volte distrutto, spesso calpestato o forse semplicemente non capito e condiviso.

Ti amo. Ma non te lo dico. E non te lo dico per non spaventarti. Ti amo e resto solo per osservarti. E dietro lo sguardo c’è sempre un non detto, un’omissione che è poi la verità.

Ti amo. Lo affermo (nella mia mente) ed uso il presente. Ché di certezze non ne ho mai avute tante, ma questa è l’unica verità di oggi, quella che conosco stasera.

Ti amo. Nell’unico modo possibile.

Autunno

Ascolto finalmente il tuo invito

- di pioggia e di vento -

a ballare come fan le foglie.

Così m’accogli

- su un tappeto d’ambra e d’oro -

alla prossima festa,

alla prossima neve che

bianco

preparerà il letto nuziale

come dolce sacrificio d’amore

per altre vite che verranno.

(OSoleMia, novembre 2003)

Arrivederci alla città che ho vissuto

Roma.

L’ho vissuta questa città. Da quando ho terminato il liceo sono approdata qui, città che mi incantava e spaventava insieme. Ma sono cresciuta con Lei. Roma. Le sue strade conservano i miei passi, i miei ricordi, la mia storia… già, in mezzo alla moltitudine di storie che hanno camminato qui, c’è anche la mia. In mezzo all’eternità dei momunenti dell’Urbe c’è un pezzo di me e del mio cuore.

Qui la mia vita ha iniziato ad essere veramente mia, ad appartenermi più che altrove. Qui ho dovuto contare sulle mie forze, tutelarmi, ma anche fare delle scelte, misurarle, ponderarle. Qui ho dovuto costruire una nuova realtà sociale e di amicizie, qui ho riso e ho pianto, qui ho avuto tutto e perso niente.

C’è un po’ di Roma nei miei occhi, nel mio accento e in certe espressioni dialettali, c’è un po’ di Roma nell’ironia e nel sarcasmo. Ma non è Lei ad appartenere a me. No, Lei è troppo grande, Lei contiene. Contiene anche me, così tanto che sono io ad appartenerle.

A volte odio il suo caos, il disordine, il rumore, la gente che corre senza guardare. Ma l’odio è la faccia di quella medaglia che dall’altro verso non mostra che amore… Perché non c’è un’altra città uguale, perché non c’è un altro posto al mondo che a me sembra altrettanto familiare. Qui non mi sono mai sentita smarrita, qui ho trovato sempre la forza di andare e ricominciare, qui mi sono fatta coccolare e distrarre quando i pensieri erano carichi di nebbia, qui ho sempre trovato la strada. Qui c’è sempre una strada per me, su misura per ogni occorrenza… ampi lastricati, viali enormi, vicoli intrecciati e stretti che poi si aprono su spazi meravigliosi che si riempiono dello stupore dei passanti e dei turisti… quante volte sulle stesse strade, ogni volta lo stesso stupore… non c’è posto al mondo capace di sorprendere così. E pensare che tutta questa bellezza è un po’ anche mia… è stata mia e lo sarà per sempre, perché questi posti hanno impressionato la pellicola della mia memoria… qui, tra questi mille vicoli, ho lasciato i pensieri disperdersi e poi ricongiungersi sulle rive del Tevere, ho disperso la tristezza e mi è stata restituita la serenità.

Roma, come posso lasciarti? Per quanto possa immaginare che una vita in questo caos non sia agevole, come posso credere di riuscire a sopportare il distacco? Sono una persona a cui piace cambiare, trovo il cambiamento stimolante, il nuovo mi affascina e mi dà slancio, la curiosità per il nuovo mi dà forza ed energia… ma se dovessi andar via, Roma promettimi che le tue strade conserveranno ancora la mia storia e i miei ricordi, Roma conserva anche questa malinconia di oggi che piove giù dalla mia testa come l’acqua che ti bagna ora dal cielo. Roma, promettimi che mi riconoscerai ancora tua quando ritornerò.

(note a margine: tengo a precisare che nonostante la nostalgia emergente da quanto ho scritto, non ho programmato ancora di lasciare Roma… tuttavia questi pensieri sono figli della consapevolezza che questa città mi mancherà e mi è mancata tutte le volte che mi sono allontanata anche per pochi giorni… e sono frutto o contorno di una specie di “depressione post-laurea” per la serie: Ok, abbiamo riso e festeggiato, ma adesso? … Beh, la mia amica, che non ha tutti i torti, giustamente mi risponde: e adesso pensa alla salute!)

aspettando


Dondolano le gambe al di là della ringhiera,

ciondolano speranze al di là dell’orizzonte.

Rincorrono il sole oltre la linea del tramonto, giù, seguono i suoi raggi, aspettando la notte i miei pensieri. L’alba me li restituirà puliti

domani.

(OSoleMia, 2003)

evoluzioni cromatiche

Il lento scivolare di un colore nell’altro

non mescendosi a caso

ma affidandosi alla sapienza del Cielo

e la Terra

che si lascia accarezzare

da questi scampoli di luce

mi incantano,

mi placano,

sopendono il tempo

che, d’un tratto,

cessa la sua corsa

e mi regala un’emozione.

E il tremulo fremito

di una candela accesa alla finestra

accompagna i miei occhi a seguire

le evoluzioni cromatiche di un tramonto.

(OSoleMia, 10 settembre 2005)

Milano, foto di CsMicky

“Chissà, chissà domani…”

” Sono interessato al futuro
perché intendo viverci il resto della mia vita. “
Charles Franklin Kettering, Ingegnere e Scienziato ( 1876 – 1958 )

le cose tra le dita

Attento a non lasciarti scivolare nulla tra le dita.

Coltiva l’amore e i sogni e il futuro.

Non lasciarti scivolare la sabbia del tuo tempo migliore.

Non chiedere l’oblio degli attimi di penombra

e non pretendere la serenità

se non hai braccia forti abbastanza per tenerla stretta al petto,

se la lasci sfiorire.

Ascolta,

porgi l’orecchio all’assenza di suoni.

Se non riesci a contenere il Silenzio

non riesci a comprendere.

Attento a non lasciarti scivolare tra le dita le cose più importanti,

quelle libere di volare alto, quelle che hanno minor consistenza e nulla materialità,

eppure le cose che danno senso

alle cose che invece han forma, colore e

peso che le inchioda alla terra.

(OSoleMia, 2002)

à propos de la pluie…

Amo la pioggia, dolce e malinconica, forse ancor di più dopo un’estate a soffrir l’arsura.

Questa è la “mia” pioggia:

http://osolemia.wordpress.com/tag/pioggia/

Di sogni e di felicità

Di altro non so parlare, di altro non posso dire. Anche nei giorni di stanchezza e di stress, anche quando, a causa del caldo, potrei adibire la mia camera a sauna (nonostante l’ardua impresa del montaggio del ventilatore qualche tempo fa), anche quando vedo una vespa entrare in stanza e mi viene un attacco fobico che induce la mia coinquilina ad armarsi fino ai denti per liberarmi della presenza che mi causa il nocumento psicologico (perché quello fisico lo creiamo a lei, alla vespa, tié!!!), anche quando ho finito il gelato e non ho la forza di andare a comprarlo e tranne nei casi in cui in casa manca il caffé, ecco, io penso ai miei sogni e alla felicità… non solo ci penso, ma mi sento più sognatrice del solito e forse anche più felice.  Da tempo mi sento come sospesa o, forse, semplicemente non vedo più la differenza tra il cielo e la terra, da tempo sembra che nell’aria ci sia qualcosa di strano, un movimento tattico degli elettroni nello spazio che spinge la ruota del destino in una direzione che non mi dispiace affatto. Nonostante dubbi e perplessità che la mia amica assorbe e poi mi rilancia come freccette che arrivano al bersaglio, fanno centro e mi fanno riacquistare fiducia, nonostante i comuni pericoli quotidiani, nonostante la proprietaria di casa e la straordinaria amministrazione di faccende che non mi competono, riesco ancora a stare in equilibrio. Sarà il destino che mi aiuta, che mi sorregge, forse una mano invisibile mi sostiene… o forse, più semplicemente, legami che spesso ho rifiutato o di cui ho negato la piacevolezza (forse temendola un po’), ora sono una possibile corda su una scalata ripida … così non è la salita ad essere meno pericolosa, non è ciò che è fuori di me che è cambiato, non è il cielo che si è fuso con la terra, ma è quello che è dentro di me che si sta trasformando. E forse imparo ad accettare il rischio, a valutarlo, a metterlo in conto, a immaginare come ammortizzarlo senza per questo precludermi delle possibilità di vita che, se scelte e ben vissute, non possono che dare slancio anche alla routine, al quotidiano, trampolino per i giorni a venire. Così ogni giorno mi sembra diverso dall’altro e faccio di tutto, seppur suffragata da una buona dose di fortuna (che non guasta mai), perché domani sia migliore di oggi, perché il mio tempo preferito sia sempre il futuro, vivendo a pieno il presente. Se ami l’oggi, il domani ti ricambierà con la stessa passione. Credo.

E dopo questa ennesima scoperta della warm water di cui questo blog è costellato, penso che mi preparerò un buon caffé che in fondo, come ho scritto sopra, è la conditio sine qua non perché possa godermi la felicità o, se non altro, svegliarmi bene per poterne notare la presenza ;)   .

sogni di un musicista errante

Si trastulla nella malinconia

la dolce musica che quella pace

solfeggia alle sue orecchie.

Allora

i sogni bisbigliano il desiderio di prendere vita

e

finalmente

le stelle diventano il suo percorso fino alla Luna,

i pianeti le pietre miliari,

il Sole la sua lanterna,

le nuvole la sua orchestra.

(OSoleMia, novembre 2005)

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