Alla finestra

Questo è uno di quei giorni che passerei tutto il tempo alla finestra. Sì, beh, il panorama non è un granché … due vicoli di periferia e un triangolo di cielo e di orizzonte che cerca di farsi spazio tra le case per rapire il mio sguardo e portarmi lontano.

Ma lontano da cosa?

Forse semplicemente lontano dall’essere smarrita…

Strano, sebbene lo sguardo sia rivolto al mondo fuori, più mi spingo a guardar lontano più la finestra si spalanca verso la “stanza interiore“. La stanza in cui mi riconosco, riconosco ciò che è mio ed unicamente mio, bello o brutto che sia ma che mi appartiene.

Mi riconosco, è proprio la mia stanza, ritrovo le mie poche certezze, le mie piccole ma solide sicurezze e non mi sento più smarrita. Lontana dall’essere smarrita.

8 Responses to “Alla finestra”


  1. 1 Pino 6 aprile2008 alle 9:03 pm

    Nella mia stanza
    per altre vie
    da te ritornerei
    nella mia stanza
    da parte a parte
    il cielo legherei
    alle mie dita
    e crolli il mondo
    su di me

    nella mia stanza
    altro che mie
    le ore in cui non sei (nella mia stanza)
    nella mia stanza
    di carta e inchiostro
    il tempo vestirei
    con le mie dita
    e crolli il mondo
    su di me

    se stringi
    tra le mani
    la mia voce
    ti accorgi che
    tu non sentirai distanza
    è tanto…

    troppo tempo
    che vorrei
    poterti dire che
    io… io non sento la distanza
    io non sento la distanza
    nella mia stanza
    io non sento la distanza
    nella mia stanza…

    (se stringi
    tra le mani
    la mia voce
    ti accorgi che
    tu non sentirai distanza
    è tanto…
    troppo tempo
    che vorrei
    poterti dire che
    io… io non sento la distanza)

  2. 2 Pino 6 aprile2008 alle 9:06 pm

    Nella mia stanza io ascolto ancora musica
    E intanto fuori il mondo
    Esplode via satellite
    Nella mia stanza posso scegliere zero rumore
    E immaginare che tra un po’ saremo ancora qui

    Il mondo urla dietro alla porta
    Disarmato nella tua stanza

    Nella mia stanza posso galleggiare tra i colori
    Immaginare che l’amore qui non svanirà

    luci – fuori
    colori – fuori
    suoni – fuori
    dolore – fuori
    noia – fuori
    parole – fuori
    il mondo è fuori
    il mondo è fuori

    No non uscirò
    Fuori di qua
    Non riderei

    No non uscirò
    Fuori di qua
    Mi perderei

    Nella mia stanza io divento meno fragile
    E torno a credere alle cose a cui non credo più
    Il sole
    Il cuore
    L’amore
    Non sono
    Soltanto
    Parole
    Per nuove
    Canzoni
    Nella mia stanza io scopro che non sono solo
    E osservo il mondo mentre esplode via satellite

    luci – fuori
    colori – fuori
    suoni – fuori
    dolore – fuori
    noia – fuori
    parole – fuori
    il mondo è fuori
    il mondo è fuori

    No non uscirò
    Fuori di qua
    Non riderei

    No non uscirò
    Fuori di qua
    Mi perderei

  3. 3 Pino 6 aprile2008 alle 9:08 pm

    Quando sei qui con me
    questa stanza non ha più pareti
    ma alberi,
    alberi infiniti
    quando sei qui vicino a me
    questo soffitto viola
    no, non esiste più.
    Io vedo il cielo sopra noi
    che restiamo qui
    abbandonati
    come se non ci fosse più
    niente, più niente al mondo.
    Suona un’armonica
    mi sembra un organo
    che vibra per te e per me
    su nell’immensità del cielo.
    Per te, per me:
    nel cielo.

  4. 4 Pino 6 aprile2008 alle 9:11 pm

    (Lucky Il Guercio Luciano):
    Ora asciugami ogni lacrima
    quando il mio cure sanguina
    sto k.o. tu ripristina la mia stamina
    musica dell’anima
    apro cuore ed orecchie
    per fare cielo di piombo quasi blu come Chet Baker
    quando un minuto sembra un’ora
    cena intima con l’ansia
    io digiuno lei che mi divora
    realtà allucinatoria
    stato alterato medicina
    così fino a domattina
    perdo la memoria
    cerchi di fumo nella stanza buia
    saranno forme del destino perché muoia
    la paranoia
    o anelli di catena
    che m’imprigionano al patema
    ogni sua retroscena
    scimmie sulla mia schiena
    la trama s’infittisce
    al teatro delle angosce
    misteriosa vibra nell’aria rapisce
    poi mi apre nuove porte
    se la realtà ti prende a tibiate
    non ti batte ma rende più forte

    (Jake Fame La Furia):
    L’ultimo incontro per strada
    mi taglia il collo con lama di spada
    mentre guardo il cielo e spero che cada
    se il destino intreccia due vite
    mani unite decide
    unisce due teste a un cordone che non recide
    ne scrive le storie con la grafite
    così può cancellarle se sono finite
    poi incrocia le braccia e ride
    perché sa che ha lasciato il segno l’ago che stride
    dov’è scomparso il nome adesso c’è una cicatrice
    la mia bestia feroce
    copre il mio dolore con la voce
    grida come un vampiro davanti a una croce
    ma mio Dio
    devo uscirne ho il cervello in fumo nei miei deliri
    il più forte dei sedativi in un 33 giri
    se note di piano mi passano il cranio
    se divido il cuore d’acciaio dall’essere umano
    se stremato e ho gli occhi chiusi
    salvato da un vecchio brano
    io ho sconfitto il boia
    tutto il resto è noia
    come Califano

    (Lucky Il Guercio Luciano):
    Ora la stanza è piena di fantasmi
    Notte tardi sono solo lotto coi miei spasmi
    La pioggia non finisce
    Cassa e rullante la scandisce
    Ciba la mia mente
    Guarisce questo istante
    (Jake Fame La Furia):
    Qualsiasi uomo può stringere il mostro all’inguine
    Ma solo un eroe può continuare a stringere
    Mi avvolgo nel fumo di una siga
    Sono sordo dalla puntina
    E un disco calma il mio dolore come la morfina

    Sono il nemico di me stesso
    nato filo spinato nel plesso
    siedo da solo e mi processo
    nel sangue che verso dentro ogni rima
    placo l’angoscia di una ballerina
    che danza sopra una mina
    conosco l’odio e devo compiacerlo
    da sveglio so quello che voglio ma non posso averlo
    stento nel trattenerlo
    colpisco facce a nocche dure
    di giorno di notte torno tra i fantasmi con le mie paure
    metto le cuffie a max volume
    cerco relax dentro un deserto
    con il subwoofer tra le dune
    cerco la pace tra le bombe
    la vita tra le tombe
    la luce tra le ombre
    ma è la realtà che ti confonde
    la musica musa
    l’unica cura filodiffusa
    senza non dura si usa
    come i soldi in una casa chiusa
    sbaglia chi dice che bastano i nervi saldi
    fra’ salvi
    restano in pochi nella stanza dei fantasmi
    (Lucky Il Guercio Luciano):
    Solo cosi posso rialzarmi salvarmi
    a volte vorrei morire soltanto per reincarnarmi
    liberarmi dal nodo allo stomaco
    piango sui carmi
    calmarmi
    ma tiro pugni all’intonaco
    non soffrirlo
    arricchire lo spirito invece di abbrutirlo
    risolvo zero non stando mai lucido
    puoi sentirlo
    dolore vivo senza anestesia
    il suono è terapia
    ferma la mia emorragia
    se mi guardassi dentro potrebbe non piacerti
    reperti di emozioni rime scritte nei referti
    occhi aperti
    brillano più di Vega
    nei nostri c’è lo stesso bagliore fino alla fine omega
    sofferenza filmata in piena sequenza
    oblio
    sessione di depressione
    un disco il suo fruscio
    fanno da cura coi miei versi
    e l’ultimo paio
    è per non scordarsi
    di Jonathan e Sawo

    Ora la stanza è piena di fantasmi
    Notte tardi sono solo lotto coi miei spasmi
    La pioggia non finisce
    Cassa e rullante la scandisce
    Ciba la mia mente
    Guarisce questo istante
    (Jake Fame La Furia):
    Qualsiasi uomo può stringere il mostro all’inguine
    Ma solo un eroe può continuare a stringere
    Mi avvolgo nel fumo di una siga
    Sono sordo dalla puntina
    E un disco calma il mio dolore come la morfina
    (Lucky Il Guercio Luciano):
    Ora la stanza è piena di fantasmi
    Notte tardi sono solo lotto coi miei spasmi
    La pioggia non finisce
    Cassa e rullante la scandisce
    Ciba la mia mente
    Guarisce questo istante
    (Jake Fame La Furia):
    Qualsiasi uomo può stringere il mostro all’inguine
    Ma solo un eroe può continuare a stringere
    Mi avvolgo nel fumo di una siga
    Sono sordo dalla puntina
    E un disco calma il mio dolore come la morfina.

  5. 5 Pino 6 aprile2008 alle 9:16 pm

    La stanza delle illusioni
    di voci e di paure
    L’incontro col nostro amore
    che è tutto da scoprire
    Un quadro attaccato ad un muro
    dipinge una donna che guarda l’America

    La stanza dei ricordi
    con un pagliaccio che mi stava a sentire
    con una voce che cantava canzoni
    e ti inventava e si inventava l’aprile
    ma potrai andar lontano
    ma dovunque tu andrai
    in ogni parte del mondo li ritroverai
    dall’America all’Africa e le isole Antille
    che ai tuoi occhi fanno ancora scintille
    e tu penserai a me
    e tu penserai a te
    poi penserai a noi
    abbracciati all’uva di un altro settembre
    dai colori dell’orto che si spoglia a dicembre
    dal verde del bosco, dal muro di cinta
    dalle spiagge del nord, dalle spiagge del sud
    dai colori del campo
    che ti fanno sognare ancora

    La stanza della realtà
    non so bene quale sia
    ma se la via non è la via
    lascio tutto e mi metto a cantare
    E canterò per voi e per me
    per tutti quelli che hanno voglia d’amare

    Ascolta, ascolta un poco
    è il profumo di un fiore raccolto da poco
    ho chiesto a una donna che passava di lì
    e l’aveva certo legato a un ricordo
    al vestito di un uomo che se l’era sposata
    e le aveva promesso una felice vita
    era una donna del sud
    o una donna del nord
    o una donna che già conosco
    che si abbracciò all’uva di un altro settembre
    ai colori dell’orto che si spoglia a dicembre
    al verde del bosco e al muro di cinta
    a qualcuno che va
    a qualcuno che torna
    ed ai sogni che noi
    abbiamo infranto
    nel prato verde

  6. 6 Pino 6 aprile2008 alle 9:21 pm

    L’ossessione mi pulsa nella testa
    giro gli occhi e ci sei tu
    non sapere se stringerti o sfidarti
    un dubbio inutile
    ah ih
    in bilico sui limiti
    tu mi trascinerai
    un passo in piu’ fatalita’
    io non mi salvero’
    nella stanza dell’oro e della seta
    l’istante brucera’
    l’illusione di vincerti mi basta
    tu sai non sfuggiro’
    tu sai non sfuggiro’ ah ih
    il desiderio confonde la mia vista
    giro gli occhi e ci sei tu
    mi sfiorerai e riderai
    di colpo tu mi chiamerai
    tu sai ti seguiro’
    nella stanza dell’oro e della seta
    l’istante brucera’
    l’illusione di vincerti mi basta
    tu sai non sfuggiro’ oh
    tu sai non sfuggiro’
    ah ih uh
    in bilico sui limiti
    spirali ipnotiche
    un passo in piu’ fatalita’
    io non mi salvero’
    nella stanza dell’oro e della seta
    l’istante brucera’
    l’illusione di vincerti mi basta
    tu sai non sfuggiro’
    tu sai non sfuggiro’
    tu sai non sfuggiro’

  7. 7 Pino 6 aprile2008 alle 9:24 pm

    Nella mia stanza_Negramaro
    Il mondo è fuori_Velvet
    Il cielo in una stanza_Gino Paoli
    La stanza dei fantasmi_Club Dogo
    La stanza Delle Illusioni, Dei Ricordi E Della Realtà_Alunni Del Sole
    La stanza dell’oro_Litfiba

  8. 8 emiz 7 aprile2008 alle 12:40 pm

    bè dopo chi aveva tanto da dire, che dire…. ?😉
    l’inversa proporzionalità dello sguardo ha sempre affascinato anche me.


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