Dedicato ad una sognatrice che mi racconta le sue storie … io le vedo così

Oggi bastano due dita di spumante a farmi perdere la testa. Come era bella l’altra vita quando sapevo perderla per due occhi scuri, mi sembravano di cioccolata… Ma erano gli occhi di un cavaliere che dava biada anche al suo cuore, non sapeva più gustare la delizia di due ciliege rosse, di labbra appena colte. La sua zucca vuota cominciò a ricordarmi la sfera da cui guardare il futuro, i prevedibili errori e la fatica di sopportarci. Lui mi bruciava le speranze e le ambizioni col suo incauto pessimismo, con l’insano scetticismo. Ma i miei sogni sono bruchi che domani diventeranno farfalle, non importa per quanto tempo in vita, ma colorate e libere di volare. Non conosco la direzione del volo, per ora mi basta di aver chiara la destinazione. Se qualcosa dovesse andare storto, non darò più la colpa al transito capriccioso di Saturno (che mi ronza nelle orecchie e mi rinnova le inquietudini) o alla posizione dei pianeti nel mio cielo, se l’orizzonte sarà dietro di me, se la stella polare sarà alle mie spalle. Correrò i rischi, mi assumerò la responsabilità delle scelte, dei miei passi. Cercherò di indovinare la strada, come al Lunapark nella casa degli specchi: mi guarderò, osserverò … e, numerose, mi attenderanno le delusioni, ma mai troverò sul volto rughe di rassegnazione. Cambierò profilo da mostrare, cambierò per evitare il solito maledetto errore. Cambierò, se necessario, anche solo per cambiare errore.

Note a margine: due dita di spumante a volte bastano per dire una moltitudine di cose che potrebbero pure avere un senso (e ce l’hanno, sì che ce l’hanno), ma che perdono senso quando, due dita per volta, si finisce per scolarsi l’intera bottiglia… Dopotutto una METAMORFOSI, un cambiamento positivo con parvenza di maturazione&illuminazione (circa una data situazione peraltro ricorrente: “il solito maledetto errore”) è un “evento” talvolta sufficientemente importante da meritare un brindisi con tanto di cin-cin e bollicine. Si festeggia ergo SI BRINDA.

24 Responses to “Dedicato ad una sognatrice che mi racconta le sue storie … io le vedo così”


  1. 1 pani 10 maggio2008 alle 8:06 am

    mi piace quel cavaliere che dà da mangiare la biada al suo cuore.
    E anche cambiare, solo per cambiare errore.
    Ti accompagno nel brindisi…

  2. 2 Teddymorsicchio 10 maggio2008 alle 12:11 pm

    Ciao! grazie per la tua visita sul mio blog! a presto! Patty

  3. 4 pani 10 maggio2008 alle 1:49 pm

    spumante o champagne?

  4. 5 osolemia 10 maggio2008 alle 3:10 pm

    spumante spumante spumante italiano

  5. 6 pani 10 maggio2008 alle 4:11 pm

    potrebbe servircelo la bar woman, o no?

  6. 7 osolemia 10 maggio2008 alle 4:25 pm

    ah ah !!! credo di sì! ci avvicineremo al bancone con le mani in alto, così… tanto per prevenire…😉

    ma in norvegia servono spumante italiano?

  7. 8 pani 10 maggio2008 alle 4:31 pm

    in norvegia gli alcolici costano quattro volte di più…sai com’è, stanchi delle bellezze naturali e del tenore di vita, non sapendo cosa altro fare ci si affida alla bottiglia. Una bottiglia di quello buono lo troveremo però hanno la brutta abitudine americana di servire qualsiasi bevanda con i cubetti di ghiaccio, anche d’inverno.

  8. 9 osolemia 10 maggio2008 alle 4:49 pm

    va bene, allora si brinda in Italia e poi si parte e là beviamo acqua minerale (facendoci deridere da tutti…😀 )!

  9. 10 pani 10 maggio2008 alle 5:20 pm

    poi andremo a cercare quel cavaliere che dà la biada al suo cuore. mi piace troppo ma ora, rileggendo, mi piace anche la zucca che ricorda la sfera in cui guardare il futuro

  10. 11 osolemia 10 maggio2008 alle 6:10 pm

    e nel futuro vedo … che scriverai un bel racconto di barwomen armate che servono spumante con ghiaccio ai fiordi! da quelle parti il ghiaccio abbonda. è IGP! ihih

  11. 12 pani 10 maggio2008 alle 10:28 pm

    ecco, troppo spumante ci ha già fatto girare la testa🙂

  12. 13 osolemia 10 maggio2008 alle 10:38 pm

    sì è vero. ma la mia fantasia vola con poco. cmq meglio ritornare all’acqua e pure senza troppe bollicine!
    🙂

  13. 14 pani 10 maggio2008 alle 10:49 pm

    anche questa non è male: “ma mai troverò sul volto rughe di rassegnazione”. Queste sono le rughe peggiori

  14. 15 osolemia 10 maggio2008 alle 10:59 pm

    ma lo stai leggendo pezzo per pezzo? fai l’analisi testuale? ti rileggi pezzi e frasi? è troppo per me, io scrivo senza impegno!🙂

    ma…
    grazie

  15. 16 pani 10 maggio2008 alle 11:17 pm

    no, io faccio una fotografia panoramica ma poi mi perdo nei particolari. Da questi si capiscono molte cose.

  16. 17 osolemia 10 maggio2008 alle 11:31 pm

    e sì, i particolari sono lo zoom sulle cose che contano. tutto sta nel notarli. sono quelli a fare la differenza. credo. sono perni su cui ruotare, cambiare prospettiva e osservare la realtà da più punti. è vero, dai particolari si capiscono molte cose.

  17. 18 pani 10 maggio2008 alle 11:45 pm

    sono come le alterazioni musicali, i bemolle e i diesis. Guai se non ci fossero.

  18. 19 johnsallas 10 maggio2008 alle 11:54 pm

    ciao.. passa dalle mie parti
    john

    salamandrablog.wordpress.com

  19. 20 osolemia 11 maggio2008 alle 12:12 am

    @pani: è vero!!! non ci avevo pensato!!! vedi, hai la mente analitica del musicista, affine a quella del matematico. bravo. senti, visto che l’ora è tarda ti faccio una proposta indecente: bar norvegese, animiamo la serata: tu suoni e io canto. tanto gli altri, tutti bevono e pure pesante (proprio sfidano anche l’ultima cellula epatica!), se sbagliamo manco se ne accorgono… e intanto prendi appunti sulla barwoman norvegese per trarre spunto per un racconto. ed io spero di vedere l’aurora boreale. che ne dici? è un bel film, no?

  20. 21 johnsallas 11 maggio2008 alle 12:30 am

    grazie per l’imboccallupo (anche se scrivo solo quello che penso.. e non credo ci sia bisogno di fortuna per questo).
    il tuo posto mi piace, ti blogrollo.
    ciao
    john

  21. 22 pani 11 maggio2008 alle 4:34 pm

    bel film, sì. Ma quel ciccione alto come un palazzo, quel ciccione con la barba bianca che sembrava babbo natale, cosa ti ha detto? Ho capito, ti voleva portare fuori a vedere l’aurora boreale. Per fortuna che non si reggeva in piedi ed è crollato a terra, secco come un baccalà

  22. 23 osolemia 13 maggio2008 alle 6:11 pm

    il baccalà… mmm… al mio paese di origine ci fanno la sagra. la sagra del baccalà. mò, vallo a spiegare tu ai bimbi del mio paese che i genitori durante la sagra si mangiano babbo natale?

    questo film ora sta prendendo i colori dell’horror! wow

  23. 24 pani 13 maggio2008 alle 9:27 pm

    ma baccalà nostrano? Perchè ormai arriva tutto dal portogallo e dalla norvegia. Comunque questa storia aveva già i suoi lati Horror: il cavaliere cha dà la biada al suo cuore, labbra appena colte, inquietudini dovute al transito di saturno, casa degli specchi…


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