Il Posto degli Affetti

Il posto degli affetti è nella propria mano. Proprio al centro, crocevia di ogni linea. Un uomo senza un centro, senza un crocevia è un uomo senza direzioni.

Il posto degli affetti è nei propri occhi. Proprio al centro, dove la capacità discriminativa e percettiva (della realtà e di ciò che ha intorno) è massima. Un uomo senza un centro è come un occhio che vede o vede in maniera confusa, non mette a fuoco e non può apprezzare i colori.

Nel grigiore della sua realtà gli resta la nebbia della cataratta che gli appanna la vista e una corsa cieca e affannata in una direzione a caso.

L’uomo non è semplicemente un animale sociale. L’uomo è un animale “familiare”.

“La famiglia nell’Aranceto” di Salvo Caramagno

Questo post è dedicato a tutti quelli che disprezzano la famiglia o non ne hanno la dovuta cura.

8 Responses to “Il Posto degli Affetti”


  1. 1 emiz 15 luglio2008 alle 3:44 pm

    bellisimo.
    domanda: chi non ha cura della famiglia,ok ho capito. ma chi è che disprezza la famiglia? in che senso? al più, ultimamente, c’è vociferare d’elevare a famiglia situazioni di mista convivenza.non ti riferisci a questo. ?

  2. 2 osolemia 15 luglio2008 alle 7:19 pm

    no, non mi riferisco a questo. mi riferisco a chi trascura la famiglia. a chi non l’apprezza, e che, aldilà della “forma” di famiglia classica non vuole o non sa coltivare gli affetti che la costituiscono e il valore che rappresenta.
    qui mi riferisco all’importanza di avere intorno a sè una cerchia di persone con cui crescere e maturare. con cui costruire e avere degli obiettivi comuni. mi riferisco a quegli affetti sinceri e silenziosi, magari anche distanti fisicamente, che però sanno dare un senso alla vita di ciascuno… avrebbe senso lo stesso, ma l’egoismo, la solitudine possono inaridire anche le anime buone.
    quindi non mi riferisco solo alla famiglia “classica” sensu strictu.

    MI RIFERISCO ALLA CENTRALITà CHE GLI AFFETTI HANNO NELLA VITA DI CIASCUNO.
    🙂

  3. 3 emiz 15 luglio2008 alle 10:16 pm

    ohhhhhh….
    lacrimoni…….
    sono molto daccordo
    o d’accordo…?

    kizz

  4. 4 pani 15 luglio2008 alle 10:22 pm

    mi viene in mente Corto maltese (se non sbaglio). Una maga leggendogli la mano vide che era senza la linea della vita. Lui prese il coltello e zip…se la creò. Oppure è stato un personaggio storico a farlo? Mamma mia, non riesco più a ricordare le cose utili e interessanti…
    C’è da riflettere su questo centro, crocevia degli affetti. Sai, alcuni ce l’hanno e ben definito. Ma poi continuano a girarci intorno, come ad una rotonda. E non prendono nessuna direzione.

  5. 5 donnaemadre 16 luglio2008 alle 4:29 am

    @emiz. d’accordo.

    @pan: che importa chi l’ha fatto? Quello che importa è il concetto: grazie delle cose che ci racconti Pan, sono sempre delle chicche

  6. 6 osolemia 16 luglio2008 alle 7:24 am

    @pani: io credo che ce l’hanno tutti. però c’è chi è testardo e c’è pure chi, per il modo balordo di fare che ha, se lo merita di restare a girare come una trottola intorno alla rotonda! e c’è chi è nato stanco anche per prendere delle decisioni. Siamo noi stessi il crocevia dei nostri affetti, credo, ciascuno di noi lo è, ciascuno di noi è centrale e determinante per le scelte che farà riguardo a se stesso e al mondo di relazioni che vorrà avere intorno. Ma non ho le verità in tasca, può essere che mi sbagli a pensarla così.
    Bello l’aneddoto che racconti, ma come le sai queste curiosità? Bravo, bravo.

  7. 7 pani 16 luglio2008 alle 7:55 am

    voglio dire che questo crocevia spesso si trasforma in un’isola chiusa, in un alibi . Invece, piuttosto di un centro, dovrebbe essere un cerchio concentrico. Un grosso cerchio dal quale partono e si propagano tanti cerchi più grandi.
    Poi lo so…sono dei bei propositi ma quelle presone che ci riescono sono illuminate e irradiano luce.
    L’aneddoto? Queste curiosità le so perché leggo tanto ma ora sto dimenticando tutto.

  8. 8 osolemia 16 luglio2008 alle 8:56 am

    Brillare di luce propria, irradiare luce… beh, magari i comuni mortali non sono così illuminati, però c’è da dire che molti non provano neanche ad accendere “la lampadina interiore” e, se si è fulminata, non si scomodano per cambiarla.


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