L’oggetto del contendere

Quante volte mi sono trovata in autobus, seduta al posto lato-finestrino, abbassavo il bracciolo che separa la coppia di sedili… e il passeggero seduto di fianco cominciava a sfrattare piano piano, poco a poco, il mio braccio dal comodo appoggio. Magari se non riusciva nell’impresa, aspettava che scendessi all’autogrill e… quando ritornavo al mio posto, lo trovavo incollato con la colla vinilica al mio bracciolo!!!

…In effetti il bracciolo centrale si trova un po’ in terra di nessuno e chi si siede dal lato del corridoio spesso crede di stare su un trono disponendo di entrambi gli appoggi, visto che di solito ne ha uno posizionato proprio dalla parte più esterna del sedile. Questo atteggiamento da tronista (n.b.: nessun riferimento a Maria De Filippi!!!) ce l’hanno soprattutto i panzuti cicciuti che necessitano di un buon sostegno per non rimanere incastrati e non cedere alla forza di gravità. Però poi a chi, come a me, piace il posto dalla parte del finestrino non resta che appoggiarsi sul finestrino, rannicchiarsi.

Ma oggi, sull’autobus che mi portava in Lucania, l’oggetto del contendere non c’era. Sparito. Eliminato! Sul nuovo mezzo della ditta che come tutte le ditte ti offre un passaggio a casa dietro pagamento di un biglietto più o meno congruo (beh, nel periodo in cui ci fu l’aumento del prezzo del pane, gli autisti giustificarono l’aumento della tariffa così :”Ormai è tutto più caro, anche il pane… e anche noi abbiamo delle spese e quindi…” e allora un viaggiatore rispose :”Ma perché? Forse questi autobus vanno a farina?”), insomma… sul nuovo modello di bus il sostegno tra i due sedili non c’è più! Che bello! Così non avrò più occasione di guardare in cagnesco il viaggiatore seduto a fianco a me! E mi rannicchierò sul finestrino lo stesso, ma senza desiderare ardentemente e per tutto il viaggio di ottenere la fruizione dell’appoggio conteso!

Almeno finché non troverò un altro oggetto da contendere! Sono un’indomita bisbetica!

8 Responses to “L’oggetto del contendere”


  1. 1 donnaemadre 5 agosto2008 alle 4:33 pm

    Poi, se il viaggiatore è come il vicino di casa, ti puoi sempre poggiare a lui!

    *** Di necessità virtù ***

  2. 2 arthur 5 agosto2008 alle 4:56 pm

    Figliolina adorata (posso chiamarti così?), l’oggetto del contendere mi ha riportato con la memoria a “quei tempi” in cui per vari motivi viaggiavo sull’autobus e, amando anch’io il posto vicino al finestrino (come vedi buon sangue non mente… ), spesso mi ritrovavo nella tua stessa condizione e, il diritto di “esistere” non era rivendicato dal ciccione che come dici tu cercava un solido appoggio, ma da signore più o meno in età che, forti del fatto di essere “signore”, usurpavano senza ritegno non solo il bracciolo del contendere, ma anche con la spalla una buona parte del mio spazio vitale.
    Conclusione, altro che rannicchiato sul finestrino… per non incorrere a toccamenti involontari che magari potevano essere interpretati nel modo sbagliato, viaggiavo spesso seduto di tre quarti con lo sguardo perso nel vuoto, e il fumo che mi usciva dalle narici, per evitare una scortese e inevitabile reazione a quella assurda mancanza di rispetto, o forse è meglio dire, prepotenza.

    Come vedi, l’oggetto del contendere è sempre esistito e a questo punto mi domando: vuoi mettere che da sempre le persone pensano di esistere solo per se stesse?

    *** Al di là di tutto, hai scritto un pezzo con molta ironia e l’impressione era di vederti… compliment… ***

  3. 3 osolemia 5 agosto2008 alle 5:01 pm

    @Diemme: ma sai che non ci avevo pensato? in effetti … sai … per le prossime volte sceglierò bene il posto in base al passeggero che mi siederà accanto! a maggior ragione ora che l’oggetto del contendere sui nuovi bus non c’è più e quindi manca il separé😉

    @Arthur: … per non parlare di quelli che, addormentandosi, lasciano ciondolare la loro testa nel tuo spazio!!! per loro ci vorrebbe un divieto a viaggiare sui mezzi pubblici!😉

  4. 4 donnaemadre 5 agosto2008 alle 10:22 pm

    Per non parlare di quelle che, addormentandosì, lasciano ciondolare la testa sulla spalla di tuo marito!

    *** tratto Nepi-Roma, anche questo mi è capitato! ***

  5. 5 pani 6 agosto2008 alle 8:01 am

    “i racconti dell’autobus”.
    sarebbe una bella raccolta.

  6. 6 arthur 6 agosto2008 alle 9:18 am

    Con la testa che ciondola nel tuo spazio, la bocca aperta, aspettando che prima o poi qualcosa fuoriesca…

  7. 7 osolemia 7 agosto2008 alle 10:50 am

    …magari fuoriesce un ragnetto. Certe volte ho visto questa immagine in qualche vecchio cartone animato😉

  8. 8 giancarlo 14 agosto2009 alle 3:19 am

    Ha un occhio bendato che sembra Moshe Dayan (ex primo ministro israeliano, di quando ero giovane io, più o meno ai tempi di Carlo III… ndr). Sale sl piano superiore e si fa largo urlando a tutti che lui ha bisogno di sedersi in prima fila. Si siede e comincia la serie di telefonate, rendendo edotto l’intero bus che lui sarà in reparto domani mattina non prima delle 9. Rassicurati partiamo, passa il bigliettaio e naturalmente lui non ha spiccioli, e non può aspettare, il resto deve averlo subito, per fortuna quello della fila di destra fornisce al bigliettaio gli spiccioli necessari, e la storia finisce lì. Altro paio di telefonate col tono di voce di chi non può non far sapere a tutti i suoi impegni di giornata, poi è autostrada. E’ tempo di dormire, e allora, giù lo schienale, fino in fondo. La ragazza dietro non ha più spazio per le gambe e, molto educatamente, chiede: “Scusi, potrebbe alzare un po’ il sedile?”. E lui, il professionista: “Ho pagato il biglietto, se voglio tenere il sedile così a lei non riguarda, se vuole si cerchi un altro posto”. Altro posto non c’è. La ragazza prova, sempre con grande educazione, ad insistere, sostenuta dagli altri passeggeri. E lui, di rimando: “Imparate a viaggiare e soprattutto l’educazione”. Non ne sono certo, ma mi sembra che dalle retrovie sia partito un eduardiano pernacchio. Autolinea Potenza-Napoli, un lunedì mattina di un paio di anni fa. Per fortuna, fino a Napoli il viaggio non è lungo. All’arrivo, tutti quanti ci prendiamo ben più del tempo necessario per scendere. Così, giusto per vederlo diventare verde e sentirlo urlare di rabbia. Le piccole soddisfazioni che danno più gusto alla vita.


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