Arrivederci alla città che ho vissuto

Roma.

L’ho vissuta questa città. Da quando ho terminato il liceo sono approdata qui, città che mi incantava e spaventava insieme. Ma sono cresciuta con Lei. Roma. Le sue strade conservano i miei passi, i miei ricordi, la mia storia… già, in mezzo alla moltitudine di storie che hanno camminato qui, c’è anche la mia. In mezzo all’eternità dei momunenti dell’Urbe c’è un pezzo di me e del mio cuore.

Qui la mia vita ha iniziato ad essere veramente mia, ad appartenermi più che altrove. Qui ho dovuto contare sulle mie forze, tutelarmi, ma anche fare delle scelte, misurarle, ponderarle. Qui ho dovuto costruire una nuova realtà sociale e di amicizie, qui ho riso e ho pianto, qui ho avuto tutto e perso niente.

C’è un po’ di Roma nei miei occhi, nel mio accento e in certe espressioni dialettali, c’è un po’ di Roma nell’ironia e nel sarcasmo. Ma non è Lei ad appartenere a me. No, Lei è troppo grande, Lei contiene. Contiene anche me, così tanto che sono io ad appartenerle.

A volte odio il suo caos, il disordine, il rumore, la gente che corre senza guardare. Ma l’odio è la faccia di quella medaglia che dall’altro verso non mostra che amore… Perché non c’è un’altra città uguale, perché non c’è un altro posto al mondo che a me sembra altrettanto familiare. Qui non mi sono mai sentita smarrita, qui ho trovato sempre la forza di andare e ricominciare, qui mi sono fatta coccolare e distrarre quando i pensieri erano carichi di nebbia, qui ho sempre trovato la strada. Qui c’è sempre una strada per me, su misura per ogni occorrenza… ampi lastricati, viali enormi, vicoli intrecciati e stretti che poi si aprono su spazi meravigliosi che si riempiono dello stupore dei passanti e dei turisti… quante volte sulle stesse strade, ogni volta lo stesso stupore… non c’è posto al mondo capace di sorprendere così. E pensare che tutta questa bellezza è un po’ anche mia… è stata mia e lo sarà per sempre, perché questi posti hanno impressionato la pellicola della mia memoria… qui, tra questi mille vicoli, ho lasciato i pensieri disperdersi e poi ricongiungersi sulle rive del Tevere, ho disperso la tristezza e mi è stata restituita la serenità.

Roma, come posso lasciarti? Per quanto possa immaginare che una vita in questo caos non sia agevole, come posso credere di riuscire a sopportare il distacco? Sono una persona a cui piace cambiare, trovo il cambiamento stimolante, il nuovo mi affascina e mi dà slancio, la curiosità per il nuovo mi dà forza ed energia… ma se dovessi andar via, Roma promettimi che le tue strade conserveranno ancora la mia storia e i miei ricordi, Roma conserva anche questa malinconia di oggi che piove giù dalla mia testa come l’acqua che ti bagna ora dal cielo. Roma, promettimi che mi riconoscerai ancora tua quando ritornerò.

(note a margine: tengo a precisare che nonostante la nostalgia emergente da quanto ho scritto, non ho programmato ancora di lasciare Roma… tuttavia questi pensieri sono figli della consapevolezza che questa città mi mancherà e mi è mancata tutte le volte che mi sono allontanata anche per pochi giorni… e sono frutto o contorno di una specie di “depressione post-laurea” per la serie: Ok, abbiamo riso e festeggiato, ma adesso? … Beh, la mia amica, che non ha tutti i torti, giustamente mi risponde: e adesso pensa alla salute!)

5 Responses to “Arrivederci alla città che ho vissuto”


  1. 1 arthur 28 ottobre2008 alle 2:36 pm

    Che bella lettera d’amore…

  2. 2 osolemia 28 ottobre2008 alle 3:08 pm

    beh, sì… Arthur… come si fa a non amare il posto dove molta della tua vita è cambiata, il posto che si è reso testimone del mio vivere e che mi ha accompagnato nella quotidianità nella buona e nella cattiva sorte?… sembra quasi stia parlando di un matrimonio!!!

  3. 3 Anonimo 28 ottobre2008 alle 3:38 pm

    Beh, io dopo ormai anni, amo allo stesso modo Firenze, per come l’ho vissuta durante l’università, per quello che mi ha dato, insomma, in qualche modo, per gli stessi tuoi motivi e poi diciamolo, Firenze, Roma, sono due città stupende, uniche al mondo…

  4. 4 arthur 28 ottobre2008 alle 3:46 pm

    Il commento precedente è il mio…

  5. 5 osolemia 28 ottobre2008 alle 10:55 pm

    Forse sono i sentimenti che ci legano a queste città a renderle uniche e ancora più magiche per noi…


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