Archive for the 'Diversa Mente Abile' Category

In Italia ci son cose peggiori dell’H1N1…

…e non se ne parla abbastanza. Il solito ritornello “tutti lo sanno, ma nessuno apre bocca”, favorendo un sistema che mortifica e deprime le risorse intellettuali . Almeno quelle costrette a restare.

Click

Un Paese che non cresce, non cambia, non matura, è morto nella culla.

Annunci

“Chissà, chissà domani…”

” Sono interessato al futuro
perché intendo viverci il resto della mia vita. ”
Charles Franklin Kettering, Ingegnere e Scienziato ( 1876 – 1958 )

le cose tra le dita

Attento a non lasciarti scivolare nulla tra le dita.

Coltiva l’amore e i sogni e il futuro.

Non lasciarti scivolare la sabbia del tuo tempo migliore.

Non chiedere l’oblio degli attimi di penombra

e non pretendere la serenità

se non hai braccia forti abbastanza per tenerla stretta al petto,

se la lasci sfiorire.

Ascolta,

porgi l’orecchio all’assenza di suoni.

Se non riesci a contenere il Silenzio

non riesci a comprendere.

Attento a non lasciarti scivolare tra le dita le cose più importanti,

quelle libere di volare alto, quelle che hanno minor consistenza e nulla materialità,

eppure le cose che danno senso

alle cose che invece han forma, colore e

peso che le inchioda alla terra.

(OSoleMia, 2002)

Ma io…

“Ma io non mi son chiesta mai perché e nemmeno mai l’ho chiesto a Dio. Che colpa ne ha se le mie cellule sono impazzite d’improvviso e lentamente divorano un corpo, il mio, beh, non ancora stanco di esistere?

Ma io non piango, né mi dispero. Io vi aiuto, dottori, e vi rispetto per le cure, per lo studio, per la pazienza che mi dedicate. Forse ora non sarei qui senza di voi. Vedo i vostri volti farsi scuri nel propormi l’asprezza della terapia, l’ultima speranza. Ma io non mi dispero, né piango. Di cosa dovrei piangere? Ah, la mia vita è stata bella, a volte difficile, e intensa. Bocconi amari ne ho mangiati, ma poi sono arrivate sempre in premio dolcissime caramelle. Ho amato e amato molto. Ne ho amati tanti, ma uno solo è stato il grande amore. Ed è stato così grande che mi ha riempito tutta l’esistenza. In due la mia vita ha cominciato a non esser più solo mia e non sapete quale gran peso mi son tolta di avere una vita intera, tutta, solo per me. In due non avevo più una sola vita, ho cominciato con l’averne due e poi ne son venute altre e altre e altre e le ho vissute tutte!

Ah, dottori miei, domani andrò al mare e poi verrò in ospedale… ma non voglio trovare musi lunghi… no… non voglio sentire <purtroppo> o <mi dispiace>, perché a me la malattia non ha tolto niente. Mi toglierà alcuni anni, forse non vedrò i miei nipoti laurearsi o sposarsi, ma io ho già vissuto le loro giovani vite e so che continueranno ad essere meravigliose.
Ma io penso, ed è un umile pensiero, che la qualità della vita non si misuri in anni, che la bellezza di una vita si misura in campi seminati e qualità di raccolto. E quanti filari di vite ci sono nei miei anni… e se l’uva è matura, è pur sempre una festa vendemmiare.”

Roma, luglio 2008

Parole (parzialmente adattate) di una paziente, un cuore di donna, una splendida nonna, un’arguta laureata in filosofia, classe 1936.

Avviso ai bagnanti: non lasciare plastica a riva

Spirito di una lettera

Non è la stessa cosa. Non dà la stessa emozione aprire la casella di posta con un click… no, non è la stessa cosa accendere il computer, attendere di caricare la pagina, leggere le emails. Non è la stessa cosa che prendere una lettera dalla cassetta, con grande sorpresa, e cominciare a strappare la busta mentre si salgono le scale in fretta, ogni passo quattro scalini, entrare in casa, buttare la borsa e le chiavi dove capita, sedersi alla prima opportunità e leggere con attenzione, mangiando le parole con gli occhi. Leggere, sì, leggere… e anche osservare, notare i particolari, interpretare la grafia. Chi mi ha scritto lo ha fatto di fretta? O su un foglio qualunque pur di scrivermi al più presto? Oppure ha comprato della carta da lettera, ha scelto un colore particolare o un disegno… Ed era emozionato, divertito, stanco, imbarazzato?

E la grafia… delicata o rude, sottile o impastata nell’inchiostro? … e la mano, la mano: leggera come i pensieri che scrive, come le favole che narra, o pesante come un macigno sui suoi stessi desideri e sentimenti? Conoscere una grafia è per sempre, almeno per me. La riconosco, non avrei bisogno nemmeno di leggere il nome del mittente. Una grafia resta, è un marchio, un timbro. Già, dopo la prima lettera la riconosco per sempre. E riconosco l’umore che la guida.

No, non è la stessa cosa avere tra le mani una lettera, lo spirito che la anima e che l’ha portata fino a me.

Spirito di una lettera, Klee

Balla che ti passa! ovvero c’è bisogno di più ballo nel mondo ;)

Oziosi bloggers dell’estate, se la domenica vi sta annoiando, se siete tristi, se non lo siete ma gironzolate per casa con la cannuccia in bocca per reidratarvi ma il tedio vi prosciuga ogni energia,

potete riacquistare ottimismo, buon umore e voglia di BALLARE semplicemente guardando questo video scovato da my sister Monick!!!

Geniale, stupendo, eccezionale!

Non trovate?


novembre: 2017
L M M G V S D
« Feb    
 12345
6789101112
13141516171819
20212223242526
27282930  

Post più letti

Più cliccati

  • Nessuna

Visit LucaniaLab

Blog Stats

  • 38,483 hits