Posts Tagged 'cose sciocche'

l’oroscopo dice… WOW!!!

Sagittario (22 novembre – 21 dicembre)

Secondo il sito del Guinness dei primati, il cantante lirico che è stato richiamato più volte sul palco è Luciano Pavarotti: nel 1988, dopo uno spettacolo alla Deutsche Opera di Berlino, è tornato sul palco 165 volte. Chiunque batterà questo record sarà sicuramente un artista del Sagittario. Presto raggiungerai il culmine della tua capacità di ottenere riconoscimenti, approvazione e consensi. Per sfruttare fino in fondo questa potenzialità immagina che esista un livello di eccellenza più alto di quello a cui hai puntato finora. Poi pensa a come fare per raggiungere questo livello superiore. (by Brezsny)

Il momento per vendere

I momenti per comprare si stanno riducendo drasticamente all’osso. Un po’ perché il tempo è denaro, un po’ perché l’estate abbronza e il sol leone prosciuga le già scarse finanze, un po’ perché i proprietari di casa sono delle belve feroci, predatori di risorse e stipendi altrui, un po’ perché le bollette bollono nelle buste roventi di tasse. Così, per quanto mi riguarda, il momento di comprare non è certo questo.

Invece c’è qualcuno che pensa che sia sempre il momento per vendere.

“Perché non proviamo a disincrostare un po’ il lavello? Ma, sa, se vuole convincermi, dovrebbe mostrarmi come questo gioiellino di aspirapolvere riesce a pulire le mie tende, lucidare specchi, vetri e pavimenti con la forza del vapore, far brillare la mia casa in poco tempo, sgrassare, inamidare, lavare, levigare dal bagno alla cucina, dal corridoio al balcone, da una camera all’altra, tra un lampadario e un abat-jour!”

Questo è quello che avrei voluto dire al disturbatore del mio riposo mattutino, avrei voluto farlo sgobbare e sudare e spremere come un limone in dimostrazioni senza poi comprare alcunché, quando ha osato suonare al mio campanello nella vana speranza di vendermi un elettrodomestico… alle 7.40 di questa mattina!!! Alle 7.40 della mattina quando ho ancora la voce roca nel pigiama, il cervello in stand-by, la mano destra programmata solo ed esclusivamente per spegnere la sveglia, avvitare la caffettiera, prendere una tazzina e attendere un lento risveglio, possibile che ci sia qualcuno già pronto sull’uscio di casa a vendere la qualsiasi? Forse pensa che, ancora obnubilata dal sonno e dal torpore, gli firmi l’acquisto senza neanche sapere cosa compro e perché. Forse è una nuova strategia di vendita, di mercato, o forse è sempre la stessa: trovare il momento di prendere il consumatore in castagna tendendogli un agguato in un momento di vulnerabilità…

Mi spiace, cari venditori dell’alba e disturbatori delle mie ciabatte, per me non è il momento di acquistare. Non costringetemi a passare alle maniere forti, eh? Non costringetemi a staccare il campanello (anche perché lo dovrei staccare materialmente, visto che in casa non c’è un tasto per spegnerlo)!!! Non costringetemi al gesto estremo.

sogni di un musicista errante

Si trastulla nella malinconia

la dolce musica che quella pace

solfeggia alle sue orecchie.

Allora

i sogni bisbigliano il desiderio di prendere vita

e

finalmente

le stelle diventano il suo percorso fino alla Luna,

i pianeti le pietre miliari,

il Sole la sua lanterna,

le nuvole la sua orchestra.

(OSoleMia, novembre 2005)

concavità

Vorrei donarti ogni notte

uno spicchio di luna

un’amaca lucente

e cullarti

versare

nelle concave mani

lacrime distillate dal pianto

per inzupparci le stelle.

Osolemia, 19 agosto 2001

il materasso

Lo dice anche l’oroscopo. Devo riposare!

E infatti riposo… anche se son sveglia resto a godermi il letto…

come cantava qualcuno qualche anno fa…

Not for Sale

Non è gratis (e non è nemmeno in vendita). E soprattutto è qualcosa che ci si deve meritare.

“Ma come? Non mi dai fiducia?”

“Fiducia? Ci conosciamo da 5 minuti! Quale fiducia e fiducia? Non mi fido affatto!”

“Perché?”

“Perché?!? Ma perché, piuttosto, mi chiedi la fiducia dopo così poco tempo?”

“Perché la fiducia è una cosa che si dà, così, gratuitamente.”

“Già, ma non scioccamente! Al momento opportuno te l’avrei data ma, visto che me la chiedi ora, forse nella tua testa si è radicato il pensiero che i tempi sono maturi, che te la meriti. Gratuita nel senso che è DONATA all’altro, ma il quando lo decide chi regala, non chi riceve!”.

Cambia discorso. Di male in peggio. Comincia a vender chiacchiere sul denaro, sui soldi, sulla sua possibilità di poter comprare e permettersi tutto.

Indispettita e inviperita, innervosita e anche un po’ annoiata dall’inutilità delle sue parole, spaventata dall’ “horror vacui” (ché mi è preso un colpo quando la sua scatola cranica mi è parsa completamente vuota, c’era buio pesto lì dentro e anche una puzza di stantìo da neurone in estinzione), per troncare ogni discorso:

“Scusa, se puoi comprare tutto, com’è che la mia fiducia la vuoi gratis?”

Ccà nisciun’ è fess’

una nuova disciplina olimpica e una “s-fricassea” di mani e avambracci

Solo pochi post fa decantavo la bellezza della corsa su un percorso di montagna, del perdersi nella natura, di rimirar l’orizzonte e recuperare forze, salute ed energie… ma ieri, ah, ieri addirittura mi sono inventata una nuova disciplina olimpica: tuffo su asfalto con un avvitamento e mezzo e ruzzolamento su rovi e scorticamento su sterpaglie. Ebbene sì. Dopo i primi tre chilometri in salita e la sosta alla fontana, finalmente era arrivato il momento della discesa, ma il piede sinistro ha trovato un pessimo appoggio su un piccolo tratto di strada dissestata e così mi sono ritrovata in scivolata sull’asfalto, con le mani e le braccia ben protese in avanti e “mi sono fatta la fiancata” procurandomi graffi su tutto il lato sinistro (senza importanti conseguenze per fortuna). Ma subito dopo la scivolata, la “corrente” mi ha spinto a ruzzolare sui rovi che costeggiano la strada, riempiendomi di spine a destra e a manca. Poi finalmente il mio corpo – di cui non ero più padrona – ha deciso di fermarsi su sterpaglie e brecciolina che si è infilata nelle ferite che mi ero procurata durante il tuffo su asfalto. Così, tornata a casa, ho allestito un piccolo ambulatorio sul tavolo della cucina, ho preso tutto il necessario tra disinfettanti e soluzione fisiologica, garze e cerotti, pinzette e aghi, ed ho cominciato l’intervento di rimozione di spine, pelle morta, sassolini e pagliuzze. Un lavoro certosino che però ha portato ad una pulizia delle ferite veramente perfetta … e sebbene dolorante e con qualche sintomo neurovegetativo (visto che certo non potevo anestetizzarmi) ero molto soddisfatta del risultato!

Nel frattempo mia sorella tesseva lodi alla pigrizia.


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