Archivio per novembre 2008

ma dove sono le castagne

Ma dove sono le castagne, le bucce dei mandarini, i caminetti con il fumo che accompagna in cielo i sogni, le risate e l’allegria delle chiacchiere vivaci di un gruppo di amici che si difende dal freddo sotto la copertona pesante di lana? Ma dov’è quell’intimità familiare, quella sintonia, quel sentirsi perfettamente a proprio agio, liberi di essere, di dire, di pensare, di scherzare?

“C’è l’aperitivo nel locale in, dove entri solo se vesti chic, la musica è solo quella giusta (e ovviamente a tutto volume ché quando si conversa è meglio che non ci si capisca per non rendersi conto di quanto siano vuote certe scatole craniche…), il drink è da paura e il fumo di cui si parla non è certo quello del caminetto… e anche perché… sei out se non ti riscaldi con il giubbotto in fibra sintetica hi-tech…”

Ma io resto a casa, fuori una musica “piovana”, dentro un rumore di castagne che saltellano sulla fiamma…e, in verità, questa semplicità mi piace e mi mette di buon umore. E se mi sento bene, sento anche che ci sono, che questa vita non è poi così male, che ci sono piccoli spazi temporali dove fermarsi per coccolarsi un po’.

“C’è l’aperitivo in quel locale in centro, è chic, anche se il cibo fa vomitare e il vino è il peggiore, la gente veste griffata però… certi occhi allucinati! 40 euro per tutto questo, ma prima… un giro di shopping per trovare l’abbigliamento perfetto”.

Queste le parole di chi è figlio della civiltà del consumo, dove “SEI” solo se spendi.

No grazie, io resto a casa, non c’è il caminetto, ahimé, ma c’è tutto il resto… e le castagne sono già pronte e buonissime! E non c’è bisogno di spendere e vivere oltre le proprie possibilità, perché sì… beh… per chi ce l’ha, vale lo slogan che per tutto il resto c’è mastercard… MA CI SONO COSE CHE NON SI POSSONO COMPRARE!

Tempo

Cosa farne del tempo? Come gestire il tempo? Cosa è il tempo?

Una volta lessi un articolo che parlava del tempo e lo descriveva come un artigiano, come un maestro d’arti, sapiente, che lavora con perizia e … pian piano, da un blocco di marmo, da un pezzo di legno, ricava qualcosa di utile o di importante. Allora, mi chiedo, non sono io ad “adoperare” il tempo, ma è “lui” ad usare me? E ancora… non so se sono uno strumento per il suo lavoro o sarò il risultato… o entrambe, entrambe le cose.

Allora lascio che sia il tempo a decidere le mie priorità. In questo momento di confusione totale “lui” sa cosa devo fare, l’ordine cronologico, per l’appunto, è sua prerogativa e visto che l’orologio ormai non mi serve che per constatare il mio ritardo su tutto, lascio che sia “lui” a decidere. Perché ci sono mille cose da fare, da valutare, da organizzare, da curare, da coltivare, persone da incontrare, amici da salutare e rapporti da costruire e far sbocciare.

Tempo al tempo.


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