Archive for the 'tempo' Category

Freni

Macina binari

un treno di pensieri

ormai in ritardo per la coincidenza

con un carico di emozioni

che non raggiungeranno il cuore.

Stop di un semaforo

rosso fino all’ultima stazione

tira il freno ai desideri

agli impulsi a rischio di deragliamento.

Una voce passa,

rassicura i viaggiatori,

ma il tempo ci sorpassa in curva

e quel che resta è polvere

e

alla fine

quel che frena

è ruggine.

Precipitazione annunciata

Ieri guardavo la neve che cadeva, mentre ero in macchina. Cadeva. Preannunciata. E l’auto era pronta (non per merito mio) e in condizioni di essere usata sulla neve.

La neve cadeva, il vento la spingeva sulla strada, l’auto ci scriveva sopra le sue impronte con grafia pulita e sicura, svolgeva il suo compito senza mai andare fuori traccia.

Non come me. Che – è risaputo – sono una pasticciona… già… io non mi preparo mai alle precipitazioni annunciate, quelle facili da prevedere, quelle che – diamine – le mappe del tempo te le mostrano chiare. Non mi preparo perché non so se c’è un modo per farlo né saprei come fare. O forse, se cercassi di prepararmi, l’ansia da prestazione mi divorerebbe l’unico neurone sopravvissuto allo stress e il risultato sarebbe comunque un’incapacità d’azione. Volevo scrivere anche io un compito, o meglio una lettera, chi lo sa… ma anche là sarei andata fuori traccia, forse non avrei saputo neanche cosa scrivere. La debolezza del non saper cosa e come dire e di non saper affrontare la debolezza altrui (quando sai che il destinatario della tua lettera non capirebbe, anche lui reso a sua volta insicuro dalla sua ansia) ha vinto. Ma in fondo chi lo sa se prepararmi sarebbe servito a qualcosa. In fondo ci sono eventi che non si possono modificare… così scelgo di non prepararmi e di subirne le conseguenze, di prendere la cosa così come viene.

La precipitazione annunciata è arrivata e tale e tanta è stata la paura che non ho saputo affrontarla, non ho voluto rischiare. Sono rimasta a guardare, al sicuro. Già, perché forse a differenza dell’automobile che sfida le intemperie contando su un buon motore e gli pneumatici da neve, forse io non sono una macchina e mi concedo, qualche volta, un po’ di “sana” paura, madre di vigliaccheria.

Tempo

Cosa farne del tempo? Come gestire il tempo? Cosa è il tempo?

Una volta lessi un articolo che parlava del tempo e lo descriveva come un artigiano, come un maestro d’arti, sapiente, che lavora con perizia e … pian piano, da un blocco di marmo, da un pezzo di legno, ricava qualcosa di utile o di importante. Allora, mi chiedo, non sono io ad “adoperare” il tempo, ma è “lui” ad usare me? E ancora… non so se sono uno strumento per il suo lavoro o sarò il risultato… o entrambe, entrambe le cose.

Allora lascio che sia il tempo a decidere le mie priorità. In questo momento di confusione totale “lui” sa cosa devo fare, l’ordine cronologico, per l’appunto, è sua prerogativa e visto che l’orologio ormai non mi serve che per constatare il mio ritardo su tutto, lascio che sia “lui” a decidere. Perché ci sono mille cose da fare, da valutare, da organizzare, da curare, da coltivare, persone da incontrare, amici da salutare e rapporti da costruire e far sbocciare.

Tempo al tempo.

Autunno

Ascolto finalmente il tuo invito

– di pioggia e di vento –

a ballare come fan le foglie.

Così m’accogli

– su un tappeto d’ambra e d’oro –

alla prossima festa,

alla prossima neve che

bianco

preparerà il letto nuziale

come dolce sacrificio d’amore

per altre vite che verranno.

(OSoleMia, novembre 2003)

aspettando


Dondolano le gambe al di là della ringhiera,

ciondolano speranze al di là dell’orizzonte.

Rincorrono il sole oltre la linea del tramonto, giù, seguono i suoi raggi, aspettando la notte i miei pensieri. L’alba me li restituirà puliti

domani.

(OSoleMia, 2003)

evoluzioni cromatiche

Il lento scivolare di un colore nell’altro

non mescendosi a caso

ma affidandosi alla sapienza del Cielo

e la Terra

che si lascia accarezzare

da questi scampoli di luce

mi incantano,

mi placano,

sopendono il tempo

che, d’un tratto,

cessa la sua corsa

e mi regala un’emozione.

E il tremulo fremito

di una candela accesa alla finestra

accompagna i miei occhi a seguire

le evoluzioni cromatiche di un tramonto.

(OSoleMia, 10 settembre 2005)

Milano, foto di CsMicky

à propos de la pluie…

Amo la pioggia, dolce e malinconica, forse ancor di più dopo un’estate a soffrir l’arsura.

Questa è la “mia” pioggia:

https://osolemia.wordpress.com/tag/pioggia/


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